LE NOSTRE ESPOSIZIONI

ANTES

Francesco Gallo Mazzeo - Così lo conobbi, “il coniglio non ama Joseph  Beuys”, 1975. Ne è passato di tempo. Ci siamo visti, incontrati, soprattutto a Napoli. Spettacolo, ironia, meditazione, passione. Ma senza darlo a vedere, quasi a sparire dietro se stesso. Genio della genialità fluente, silenziosa, tanto da apparire naturale.

OPERIS

Francesco Gallo Mazzeo - E’ un eterno presente. Sono io. Sei tu. Siete voi. Tutti noi, a dire, a fare, a vedere. A sognare, anche, senza capire, fino in fondo la differenza. Sogno del reale. O reale del sogno. Chi può dirlo… basta un punto, basta una virgola e tutto cambia, come un oracolo che mai smetteCome una botte come una felicità che tarda…

ALPHA BETA

Lavorare in Alpha e in Beta, vuol dire stare con i fondamenti del pensiero, sia quello che si rivela con le parole, sia quello che si manifesta con immagini. Anche, perché, i due poli sono opposti, ma convergenti; opposti perché il primo è mobile, cangianti, per forme e per contenuti, adeguabili ad accenti.

Clementina Gallo Bazan

FURIA

Grazia Maria Regalino mette davanti alle tele bianche treciotole di colore, giallo, rosso, celeste, poi attutisce la luce nella camera fino all’ombra, immerge, inzuppa, le dita nei colori e poi li scaglia con furia sul bianco della tela, poi in un attimo si acquieta dirimpetto al magma e vi mette dentro le palme, le dita sui colori e comincia a dipanarli.


 Fanio Ajello
Kamil Tadzeus Jarzembowski

REAZIONI EMOTIVE IN FERRO 26

I lavori di Damiano Quaranta sono il frutto di anni di sperimentazioni sulla materia: legno, gomma, metalli. L’ultimo, attuale, ciclo di opere parte dalla semplice e antica forza del ferro, ossidato, passato per il fuoco o ancora corroso dagli acidi. I tagli inferti all’elemento sono le sofferenze che angosciano la sua anima, le emozioni violente che squarciano la sua vita. Entrare nella sua officina mentre egli è al lavoro porta l’immaginazione nell’antro ove Vulcano forgia le armi di Achille.

Alessandro Vitiello

ANTES

Così lo conobbi, “il coniglio non ama Joseph  Beuys”, 1975. Ne è passato di tempo. Ci siamo visti, incontrati, soprattutto a Napoli. Spettacolo, ironia, meditazione, passione. Ma senza darlo a vedere, quasi a sparire dietro se stesso. Genio della genialità fluente, silenziosa, tanto da apparire naturale.

Francesco Gallo Mazzeo

DETTAGLI E ORME

L'artista, lavorando nello spazio della pittura figurativa, lo sottopone, al tempo stesso, a un movimento di distanziamento, di corrosione e, in una parola, di messa 
in problema. Così, alla fine, del figurativo, non restano che i dettagli e le ombre : 
il nucleo, si potrebbe dire, intorno al quale si svolge la drammaturgia delle linee,  del colore e dei loro intrecci.

Angelo Trimarco

SAND TALKS

Se la materia grezza è incontestabilmente il punto di partenza della ricerca di Francesca Matarazzo di Licosa, è attraverso la sua frammentazione meticolosa, in lei quasi tentativo di un’impossibile distruzione, che passa la creazione dell’opera. 
È la rielaborazione del proprio passato.
Le sequenze di parole-simbolo stese con apparente casualità sono talvolta figlie dell’antico caos emotivo dell’artista, altre volte una urlata dichiarazione di libertà

Alessandro Vitiello

OPERIS

E’ un eterno presente. Sono io. Sei tu. Siete voi. Tutti noi, a dire, a fare, a vedere. 
A sognare, anche, senza capire, fino in fondo la differenza. Sogno del reale. O reale del sogno. Chi può dirlo… basta un punto, basta una virgola e tutto cambia, come un oracolo che mai smette. Come una botte come una felicità che tarda.

Francesco Gallo Mazzeo

LITORITMO

Una consapevole selezione di 
significative opere di Felice Nittolo, 
qui presentate, tiene conto dell’elaborazione stilistica di artisti che si sono distinti da altri per la loro ricerca all’avanguardia. La mostra al Pan intitolata “Litoritmo”, si pone l’obiettivo, in tal senso, di indagare attraverso l’arte la capacità di far convivere il passato.  

Daniela Ricci
Kamil Tadzeus Jarzembowski